Raccolta 2013: Sposarsi


Pietro: la cosa che mi piace di più è il cioccolato. Quasi quasi io mi sposo col cioccolato.

Marta (a Pietro): noi siamo il principe e la principessa. Oggi è il nostro matrimonio. Per questo fanno la polenta per tutti.

Pietro: Ma anniversario cosa è?
Mamma: E' come hai fatto tu nel disegno. Che io e papà 6 anni fa' ci siamo sposati.
Pietro: No, nel disegno io ho fatto il matrimonio di te e papà. 
Mamma: Ma il matrimonio è che ci siamo sposati.
Pietro: No, io ho disegnato quel giorno lì. L'anniversario è adesso.
Mamma: quindi?
Pietro: Quindi voi siete sposati adesso.

Raccolta 2013: Da Grande


Giovanni: quando sono grande posso prendere anche io la tosse?

Giovanni: quando sono grande posso mettere il corpo da grande?

Giovanni: quando sono grande posso mettere la barba? Pietro: Giovanni tu non puoi avere la barba perché hai troppi pochi anni. Prima ci sono le elementari, poi il lavoro, poi viene la barba.

Giovanni: quando sono grande posso essere una tigre? 
Papa': no, tu sei un bambino.
Pietro: Giovanni, solo gli animali possono diventare animali. Uno struzzo da grande puo' diventare una tigre.

Mamma: non ti arrampicare sulla roccia che cadi.
Pietro (continuando ad arrampicarsi): ma e' che io voglio fare l'uomo ragno l'arrampicamuri.
Mamma: si, ma tu non sei l'uomo ragno.
Pietro (fermo a meta' senza saper più ne' salire ne' scendere): ora lo so!

Mamma: ma Giovanni sei bravissimo! E' perche' sei diventato grande?
Giovanni: no! E' perche' so imparare!

Mamma: Quando sei più grande si possono comprare, i pattini. Adesso, non ancora.
Pietro (rassegnato): lo so. Si puo' comprare solo quello che decide mamma.
(Pausa)
Pietro (soddisfatto): pero' si puo' sognare tutto quello che si vuole!

Raccolta 2013: Morire


Papa': Pietro guarda quante stelle.
Pietro: possiamo salutare lo zio che e' andato sulla stella? 
Mamma: certo! Poi, oggi e' proprio il giorno per ricordare tutti quelli che sono andati su una stella. Anche i miei nonni...
Pietro: ho un'idea. Possiamo fare un disegno con tutti i nostri amici che sono andati sulla stella? Ci scriviamo i nomi. E lo appendiamo a casa. Cosi' non li dimentichiamo mai. Possiamo?

Pietro: ma c’è una stella abbastanza grande per starci tutti assieme, quando siamo morti? Tutta la famiglia, dico.

Pietro: però io non voglio morire. Nemmeno tra tanto tempo. Nemmeno se voi siete già morti.

Pietro: io da grande invento una macchina che ci entro dentro, voi schiacciate una leva e io divento che non muoio mai.
Perà ve lo dico io quale leva. Che se no voi vi sbagliate leva e io esplodo.
(pausa)
Anzi, meglio che invento una macchina con una leva sola. Così non c’è pericolo.

Pietro: poi io ci faccio passare tutti nella macchina che invento. Tutto il mondo. E anche tutti quelli che sono già sulle stelle.
(pausa) 
Pietro: Ma prima noi quattro, però. Giusto?

Raccolta 2013: Nascere


Giovanni si ricorda quando lui e Pietro erano nella pancia della mamma, insieme. Dice.
Pietro di quando era nella pancia non si ricorda niente. Dice. Ma pensa che ogni tanto faceva un po' freddo e per scaldarsi si nascondeva dietro il cuore della mamma.

Mamma: Giovanni, se nonno e nonna non si incontravano e non si volevano bene non c'eravate nemmeno voi. Perché papà e zia Cristina quando erano piccoli piccoli erano nella pancia di nonna, giusto?
Pietro: e nella pancia di nonno chi c'era?

Papà: quando sei uscito dalla pancia di mamma piangevi, sai?
Pietro: e quando sono entrato?

Giovanni: quando ero piccolo ero dentro nella pancia! 
Mamma: e' vero! E come era?
Giovanni: piccolo piccolo, morbido, caldo, bagnato. 
Mamma: veramente?
Giovanni: si, avevo tutti i capelli bagnati!


Raccolta 2013: Fratelli


Giovanni: giochiamo agli esploratori?
Pietro: no, giochiamo agli allenamenti?
(Giovanni piange capriccioso)
Pietro: io non devo picchiarti, ma tu non devi piangere. Se non siamo d'accordo dobbiamo discutere.

Pietro: è una chiave magica, se ce l'hai in mano puoi desiderare quello che vuoi.
Giovanni: ma poi si avvera?
Pietro: Beh, no.
Giovanni: allora io posso farlo pure senza chiave.

(Giovanni tenta di dare una spinta a Pietro, sbaglia mira, sbatte contro il muro e piange)
Giovanni: Mamma, Pietro mi ha fatto male....
Mamma: no, Giovanni, ti ho visto, ti sei fatto male da solo. Pietro: ma si è fatto male perchè gli ho dato un pugno. Mamma: Pietro, non è vero, stavo guardando, non gliel'hai dato.
Pietro: Ma volevo darglielo, veramente.

Giovanni (correndo fuori dalla stanza del fratello): Pietro ha detto una cosa bruttissima!
Mamma: davvero? E cosa?
Giovanni: Vai via.
(Pausa)
Giovanni: A me!

Pietro: sono arrivato prima io! 
Giovanni: no, sono arrivato prima io! 
Papa': pari...
Giovanni: Io sono arrivato pari! 
Pietro: no, io sono arrivato pari!