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25 aprile: la liberazione oggi si chiama disarmo




Pietro: il nonno è nato che c'era ancora la guerra.
Mamma: si, è vero. E lo sai che giorno è domani?
Pietro: si, il giorno che si fa la festa perché è finita quella guerra. Quindi domani si fa una festa con la torta.
Mamma: beh, con la torta non lo so.
Pietro: si, facciamo una torta con sopra disegnato un fucile e sopra il fucile una croce che vuol dire "fucile no" "guerra no".

Pietro: ma questa festa di domani c'è tutti gli anni?
Mamma: si, per ricordarsi.
Pietro: quindi oggi è la festa che è l'ultimo giorno che c'era la guerra. Anche oggi dobbiamo fare la festa.

Diciamo che Pietro nella sua interpretazione della giornata di domani si avvicina inconsapevolmente a tutti quelli che saranno a Verona ad #Arenadipace... http://arenapacedisarmo.org 

E poi la questione della festa e del fucile è proseguita con un escalation di Pietro che vuole costruire una cartello con il fucile con la X sopra da mettere fuori dalla finestra per farlo vedere a tutti e poi con Pietro che vuole coinvolgere Giovanni e Marta nel disegnare tanti cartelli da mettere in un banchetto per distribuirli a tutti, domani. E con la mamma che cerca di trovare vie d'uscita praticabili senza smorzare l'entusiasmo ma salvando l'idea originaria di andare a fare i turisti per Roma con la cuginetta... 

Raccolta 2013: Bene e Male, Giusto e Sbagliato


Giovanni (appena sveglio): mamma, scusa che ieri sera ho fatto i capricci. Non lo faccio mai più.
Giovanni (5 min dopo): capriccio.
Mamma: ma Giò, ma un capriccio così subito? Ma allora hai detto che non li facevi più!
(pausa)
Giovanni (serissimo): non lo so perché l'ho detto.

Pietro (a Giovanni): cattivo!
Giovanni: io non sono cattivo. Io sono Giovanni Carnevali. E Giovanni Carnevali non e' cattivo.

Giorno di Banco Editoriale
Pietro: ma cosa è il carcere?
Mamma: la prigione.
Pietro: ma allora perché gli regaliamo i libri se sono cattivi? 
Mamma: e come fanno a imparare a fare le cose buone se stanno da soli in prigione senza nessuno che glielo spiega? 
Pietro: allora non è meglio che gli regaliamo un telefono, così glielo spieghiamo meglio?

Pietro: abbiamo comprato un libro per i ragazzi che hanno fatto le cose sbagliate e sono in prigione.
Papa': cosi' non si annoiano...
Pietro: no, cosi' leggono e imparano e quando escono fanno solo le cose brave.

Mamma: Pietro sei davvero stato bravissimo in questi giorni. Mi sa che sei diventato grande.
Pietro: no! E' che io ho imparato a decidere. L'importante e' fare sempre la decisione giusta.

Pietro: per decidere l'importante e' che sai pensare cosa ti piace e cosa non ti piace, cosa e' la cosa giusta e cosa' e' sbagliata.
Mamma: e che succede se ti piace una cosa sbagliata? 
Pietro: se ci pensi prima, fai la cosa giusta lo stesso, se ci pensi dopo l'importante e' rimediare.
(Pausa)
Pietro: per esempio, se tiri un pallone forte e rompi la porta di legno dopo puoi costruire una porta di sassi o di mattoni.... Questo e' rimediare.

Pietro (guardando una macchina che parcheggia in modo corretto): eh! Questo vuol fare il furbo!
Mamma: perche'?
Pietro: perche' vuole risparmiare i soldi della multa!

Giovanni: sono bravo quando faccio le cose sbagliate. 
Mamma: sei bravo quando fai le cose giuste.
Giovanni: no. Perché quelle sbagliate io le faccio bene. Proprio come voglio io.

Raccolta 2013: genitori figli


Mamma: mi spiace che ieri ho stretto troppo il braccio, ma tu ti sdraiavi per terra. Cosa potevo fare?
Pietro: potevi usare una cariola.
Mamma: eh, si! Ma non ce l'avevo. Mica potevo lasciarti da solo per strada per andare a comprarla. Se camminavi tu era meglio, no?
(Pausa)
Pietro: eh, ci ho pensato, ma proprio non mi veniva la voglia. 
Mamma: di venire a casa?
Pietro: no, di obbedire!

Giovanni: (cercando di infilare le dita nel naso della mamma) cosa c'e' qui?
Mamma: Gio' smettila! Non c'e' niente.
Giovanni: e perche'? Nel mio c'e' le caccole!

Mamma (seria, al limite dell'arrabbiata): Pietro, certe volte io ti dico una cosa e tu non mi ascolti. E fai cose molto sciocche.
Pietro (serio, molto calmo): non e' vero che non ti ascolto. Io ascolto molto bene. E' che mi viene proprio voglia di fare il contrario!