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Raccolta 2013: Bene e Male, Giusto e Sbagliato


Giovanni (appena sveglio): mamma, scusa che ieri sera ho fatto i capricci. Non lo faccio mai più.
Giovanni (5 min dopo): capriccio.
Mamma: ma Giò, ma un capriccio così subito? Ma allora hai detto che non li facevi più!
(pausa)
Giovanni (serissimo): non lo so perché l'ho detto.

Pietro (a Giovanni): cattivo!
Giovanni: io non sono cattivo. Io sono Giovanni Carnevali. E Giovanni Carnevali non e' cattivo.

Giorno di Banco Editoriale
Pietro: ma cosa è il carcere?
Mamma: la prigione.
Pietro: ma allora perché gli regaliamo i libri se sono cattivi? 
Mamma: e come fanno a imparare a fare le cose buone se stanno da soli in prigione senza nessuno che glielo spiega? 
Pietro: allora non è meglio che gli regaliamo un telefono, così glielo spieghiamo meglio?

Pietro: abbiamo comprato un libro per i ragazzi che hanno fatto le cose sbagliate e sono in prigione.
Papa': cosi' non si annoiano...
Pietro: no, cosi' leggono e imparano e quando escono fanno solo le cose brave.

Mamma: Pietro sei davvero stato bravissimo in questi giorni. Mi sa che sei diventato grande.
Pietro: no! E' che io ho imparato a decidere. L'importante e' fare sempre la decisione giusta.

Pietro: per decidere l'importante e' che sai pensare cosa ti piace e cosa non ti piace, cosa e' la cosa giusta e cosa' e' sbagliata.
Mamma: e che succede se ti piace una cosa sbagliata? 
Pietro: se ci pensi prima, fai la cosa giusta lo stesso, se ci pensi dopo l'importante e' rimediare.
(Pausa)
Pietro: per esempio, se tiri un pallone forte e rompi la porta di legno dopo puoi costruire una porta di sassi o di mattoni.... Questo e' rimediare.

Pietro (guardando una macchina che parcheggia in modo corretto): eh! Questo vuol fare il furbo!
Mamma: perche'?
Pietro: perche' vuole risparmiare i soldi della multa!

Giovanni: sono bravo quando faccio le cose sbagliate. 
Mamma: sei bravo quando fai le cose giuste.
Giovanni: no. Perché quelle sbagliate io le faccio bene. Proprio come voglio io.

Raccolta 2013: Rock e lento


Papa' mette una canzone di Baglioni con unico strumento la chitarra.
Pietro: questa non e' rock. Metti una che ha almeno anche un altro strumento.

Pietro: quando arriviamo a casa io al posto di riposare scrivo una canzone. Poi papà la canta. Ma deve cantarla veloce perché la mia è una canzone rock. Poi quando sono grande faccio un cd così lo ascoltiamo. Ma dobbiamo ascoltarlo a volume alto. Perché la mia è una canzone rock.
(pausa)
Pietro: però c'è un problema, perché io non so scrivere…

(Arrivano le note di canzoni di Anna Oxa da una festa di paese vicina)
Papa': che musica e' questa?
Nonno: come si puo' chiamare? Musica leggera.
Pietro: leggerissima direi. Troppo leggera per essere rock. 

Raccolta 2013: Da Grande


Giovanni: quando sono grande posso prendere anche io la tosse?

Giovanni: quando sono grande posso mettere il corpo da grande?

Giovanni: quando sono grande posso mettere la barba? Pietro: Giovanni tu non puoi avere la barba perché hai troppi pochi anni. Prima ci sono le elementari, poi il lavoro, poi viene la barba.

Giovanni: quando sono grande posso essere una tigre? 
Papa': no, tu sei un bambino.
Pietro: Giovanni, solo gli animali possono diventare animali. Uno struzzo da grande puo' diventare una tigre.

Mamma: non ti arrampicare sulla roccia che cadi.
Pietro (continuando ad arrampicarsi): ma e' che io voglio fare l'uomo ragno l'arrampicamuri.
Mamma: si, ma tu non sei l'uomo ragno.
Pietro (fermo a meta' senza saper più ne' salire ne' scendere): ora lo so!

Mamma: ma Giovanni sei bravissimo! E' perche' sei diventato grande?
Giovanni: no! E' perche' so imparare!

Mamma: Quando sei più grande si possono comprare, i pattini. Adesso, non ancora.
Pietro (rassegnato): lo so. Si puo' comprare solo quello che decide mamma.
(Pausa)
Pietro (soddisfatto): pero' si puo' sognare tutto quello che si vuole!

Raccolta 2013: Fratelli


Giovanni: giochiamo agli esploratori?
Pietro: no, giochiamo agli allenamenti?
(Giovanni piange capriccioso)
Pietro: io non devo picchiarti, ma tu non devi piangere. Se non siamo d'accordo dobbiamo discutere.

Pietro: è una chiave magica, se ce l'hai in mano puoi desiderare quello che vuoi.
Giovanni: ma poi si avvera?
Pietro: Beh, no.
Giovanni: allora io posso farlo pure senza chiave.

(Giovanni tenta di dare una spinta a Pietro, sbaglia mira, sbatte contro il muro e piange)
Giovanni: Mamma, Pietro mi ha fatto male....
Mamma: no, Giovanni, ti ho visto, ti sei fatto male da solo. Pietro: ma si è fatto male perchè gli ho dato un pugno. Mamma: Pietro, non è vero, stavo guardando, non gliel'hai dato.
Pietro: Ma volevo darglielo, veramente.

Giovanni (correndo fuori dalla stanza del fratello): Pietro ha detto una cosa bruttissima!
Mamma: davvero? E cosa?
Giovanni: Vai via.
(Pausa)
Giovanni: A me!

Pietro: sono arrivato prima io! 
Giovanni: no, sono arrivato prima io! 
Papa': pari...
Giovanni: Io sono arrivato pari! 
Pietro: no, io sono arrivato pari!

Raccolta 2013: Questioni di fede


Pietro: ma Gesù però non ci risponde mai?
Mamma: se stai attento ti risponde.
(pausa di riflessione)
Pietro: però, non ho capito, perché non può parlare ad alta voce?

Tutti: Padre nostro che sei nei cieli...
Giovanni: no, non è così!
Mamma: cosa?
Giovanni: non è in cielo. È qui (indica il cuore), è vicino, non è lontano. Non è valido.

Mamma: cosa avete fatto a religione?
Pietro: abbiamo parlato di Gesu'. Ma te lo racconto dopo. 
Giovanni (indicando il crocifisso): di quello!
Pietro (spazientito): si, ma quella e' la fine della storia.

Mamma e Pietro a Messa. Cercando di spiegare la presenza di Gesu'.
Mamma: e' come quando la mamma non c'e'. Non la vedi,
ma tu lo sai che c'e' e ti vuol bene lo stesso, no?
Pietro (pensandoci): e' proprio questo il punto. Io quando la mamma non la vedo non lo so proprio bene bene che c'e'. E poi non so cosa fa'. E poi comunque non e' con me e mi manca.
(Pausa)
Pietro: quindi e' meglio se Gesu' si fa vedere.

Pietro: sto pensando che non ho capito una cosa.
Mamma: cosa?
Pietro: come hanno fatto le prime persone, quando erano piccole, che nessuno li curava?
Mamma: Eh, bella domanda, secondo te come hanno fatto? Forse i primi sono arrivati già grandi?
Pietro: no, questo non è possibile.
Mamma: e allora come è?
Pietro: doveva esserci qualcuno che c'era già, prima. Che li curava. Per forza.

Papà (parlando con la mamma): il papa ha preso possesso di san Giovanni.
Pietro (a Giovanni): questa è la tua chiesa. Ma non è più tua. 
Giovanni: perché?
Pietro: perché se la è presa il papa.

Pietro nota che il signore che solitamente e' inginocchiato a chiedere l'elemosina davanti al supermercato non c'e'. 
Pietro: oh, finalmente gli hanno dato abbastanza soldi che e' andato a comprarsi una casa e adesso e' a casa sua.