Raccolta 2013: Morire


Papa': Pietro guarda quante stelle.
Pietro: possiamo salutare lo zio che e' andato sulla stella? 
Mamma: certo! Poi, oggi e' proprio il giorno per ricordare tutti quelli che sono andati su una stella. Anche i miei nonni...
Pietro: ho un'idea. Possiamo fare un disegno con tutti i nostri amici che sono andati sulla stella? Ci scriviamo i nomi. E lo appendiamo a casa. Cosi' non li dimentichiamo mai. Possiamo?

Pietro: ma c’è una stella abbastanza grande per starci tutti assieme, quando siamo morti? Tutta la famiglia, dico.

Pietro: però io non voglio morire. Nemmeno tra tanto tempo. Nemmeno se voi siete già morti.

Pietro: io da grande invento una macchina che ci entro dentro, voi schiacciate una leva e io divento che non muoio mai.
Perà ve lo dico io quale leva. Che se no voi vi sbagliate leva e io esplodo.
(pausa)
Anzi, meglio che invento una macchina con una leva sola. Così non c’è pericolo.

Pietro: poi io ci faccio passare tutti nella macchina che invento. Tutto il mondo. E anche tutti quelli che sono già sulle stelle.
(pausa) 
Pietro: Ma prima noi quattro, però. Giusto?

Raccolta 2013: Nascere


Giovanni si ricorda quando lui e Pietro erano nella pancia della mamma, insieme. Dice.
Pietro di quando era nella pancia non si ricorda niente. Dice. Ma pensa che ogni tanto faceva un po' freddo e per scaldarsi si nascondeva dietro il cuore della mamma.

Mamma: Giovanni, se nonno e nonna non si incontravano e non si volevano bene non c'eravate nemmeno voi. Perché papà e zia Cristina quando erano piccoli piccoli erano nella pancia di nonna, giusto?
Pietro: e nella pancia di nonno chi c'era?

Papà: quando sei uscito dalla pancia di mamma piangevi, sai?
Pietro: e quando sono entrato?

Giovanni: quando ero piccolo ero dentro nella pancia! 
Mamma: e' vero! E come era?
Giovanni: piccolo piccolo, morbido, caldo, bagnato. 
Mamma: veramente?
Giovanni: si, avevo tutti i capelli bagnati!


Raccolta 2013: Fratelli


Giovanni: giochiamo agli esploratori?
Pietro: no, giochiamo agli allenamenti?
(Giovanni piange capriccioso)
Pietro: io non devo picchiarti, ma tu non devi piangere. Se non siamo d'accordo dobbiamo discutere.

Pietro: è una chiave magica, se ce l'hai in mano puoi desiderare quello che vuoi.
Giovanni: ma poi si avvera?
Pietro: Beh, no.
Giovanni: allora io posso farlo pure senza chiave.

(Giovanni tenta di dare una spinta a Pietro, sbaglia mira, sbatte contro il muro e piange)
Giovanni: Mamma, Pietro mi ha fatto male....
Mamma: no, Giovanni, ti ho visto, ti sei fatto male da solo. Pietro: ma si è fatto male perchè gli ho dato un pugno. Mamma: Pietro, non è vero, stavo guardando, non gliel'hai dato.
Pietro: Ma volevo darglielo, veramente.

Giovanni (correndo fuori dalla stanza del fratello): Pietro ha detto una cosa bruttissima!
Mamma: davvero? E cosa?
Giovanni: Vai via.
(Pausa)
Giovanni: A me!

Pietro: sono arrivato prima io! 
Giovanni: no, sono arrivato prima io! 
Papa': pari...
Giovanni: Io sono arrivato pari! 
Pietro: no, io sono arrivato pari!

Raccolta 2013: Questioni di fede


Pietro: ma Gesù però non ci risponde mai?
Mamma: se stai attento ti risponde.
(pausa di riflessione)
Pietro: però, non ho capito, perché non può parlare ad alta voce?

Tutti: Padre nostro che sei nei cieli...
Giovanni: no, non è così!
Mamma: cosa?
Giovanni: non è in cielo. È qui (indica il cuore), è vicino, non è lontano. Non è valido.

Mamma: cosa avete fatto a religione?
Pietro: abbiamo parlato di Gesu'. Ma te lo racconto dopo. 
Giovanni (indicando il crocifisso): di quello!
Pietro (spazientito): si, ma quella e' la fine della storia.

Mamma e Pietro a Messa. Cercando di spiegare la presenza di Gesu'.
Mamma: e' come quando la mamma non c'e'. Non la vedi,
ma tu lo sai che c'e' e ti vuol bene lo stesso, no?
Pietro (pensandoci): e' proprio questo il punto. Io quando la mamma non la vedo non lo so proprio bene bene che c'e'. E poi non so cosa fa'. E poi comunque non e' con me e mi manca.
(Pausa)
Pietro: quindi e' meglio se Gesu' si fa vedere.

Pietro: sto pensando che non ho capito una cosa.
Mamma: cosa?
Pietro: come hanno fatto le prime persone, quando erano piccole, che nessuno li curava?
Mamma: Eh, bella domanda, secondo te come hanno fatto? Forse i primi sono arrivati già grandi?
Pietro: no, questo non è possibile.
Mamma: e allora come è?
Pietro: doveva esserci qualcuno che c'era già, prima. Che li curava. Per forza.

Papà (parlando con la mamma): il papa ha preso possesso di san Giovanni.
Pietro (a Giovanni): questa è la tua chiesa. Ma non è più tua. 
Giovanni: perché?
Pietro: perché se la è presa il papa.

Pietro nota che il signore che solitamente e' inginocchiato a chiedere l'elemosina davanti al supermercato non c'e'. 
Pietro: oh, finalmente gli hanno dato abbastanza soldi che e' andato a comprarsi una casa e adesso e' a casa sua.

Raccolta 2013: Questioni di genere


Giovanni: Mamma, metti il rossetto?
Mamma: e cosa è il rossetto?
Giovanni: quella cosa rossa, con la punta, che scrive rosso sulla bocca.
Mamma: e a cosa serve? A essere più bella?
Giovanni: No! A diventare femmina!

Giovanni: le femmine sono belle i maschi sono brutti. 
Pietro: perché?
Giovanni: perché le femmine sono mamma.

Giovanni: Non voglio dormire da solo. Voglio dormire con qualcuno. Voglio stare con una femmina.

Giovanni: mamma, tu ce l'hai il piselletto?
Mamma: no, io no.
(Pausa)
Giovanni: non ti preoccupare, quando sei grande ti viene!

Giovanni (passando davanti al negozio di giocattoli): un giorno compriamo la carrozzina rosa da spingere? 
Pietro: ma e' da femmina!
Giovanni: un giorno, quando divento femmina la compriamo?

Pietro: Giovanni, giochiamo a fare mamma e papa'? 
Giovanni: io faccio papa' e vado su questo cuscino. 
Pietro: e io faccio mamma e vado su questo cuscino. (Pausa)
Pietro: ma come facciamo che siamo due maschi? 
Giovanni: non lo so!
Pietro: facciamo due papa'!