Raccolta 2013: Questioni di fede


Pietro: ma Gesù però non ci risponde mai?
Mamma: se stai attento ti risponde.
(pausa di riflessione)
Pietro: però, non ho capito, perché non può parlare ad alta voce?

Tutti: Padre nostro che sei nei cieli...
Giovanni: no, non è così!
Mamma: cosa?
Giovanni: non è in cielo. È qui (indica il cuore), è vicino, non è lontano. Non è valido.

Mamma: cosa avete fatto a religione?
Pietro: abbiamo parlato di Gesu'. Ma te lo racconto dopo. 
Giovanni (indicando il crocifisso): di quello!
Pietro (spazientito): si, ma quella e' la fine della storia.

Mamma e Pietro a Messa. Cercando di spiegare la presenza di Gesu'.
Mamma: e' come quando la mamma non c'e'. Non la vedi,
ma tu lo sai che c'e' e ti vuol bene lo stesso, no?
Pietro (pensandoci): e' proprio questo il punto. Io quando la mamma non la vedo non lo so proprio bene bene che c'e'. E poi non so cosa fa'. E poi comunque non e' con me e mi manca.
(Pausa)
Pietro: quindi e' meglio se Gesu' si fa vedere.

Pietro: sto pensando che non ho capito una cosa.
Mamma: cosa?
Pietro: come hanno fatto le prime persone, quando erano piccole, che nessuno li curava?
Mamma: Eh, bella domanda, secondo te come hanno fatto? Forse i primi sono arrivati già grandi?
Pietro: no, questo non è possibile.
Mamma: e allora come è?
Pietro: doveva esserci qualcuno che c'era già, prima. Che li curava. Per forza.

Papà (parlando con la mamma): il papa ha preso possesso di san Giovanni.
Pietro (a Giovanni): questa è la tua chiesa. Ma non è più tua. 
Giovanni: perché?
Pietro: perché se la è presa il papa.

Pietro nota che il signore che solitamente e' inginocchiato a chiedere l'elemosina davanti al supermercato non c'e'. 
Pietro: oh, finalmente gli hanno dato abbastanza soldi che e' andato a comprarsi una casa e adesso e' a casa sua.

Raccolta 2013: Questioni di genere


Giovanni: Mamma, metti il rossetto?
Mamma: e cosa è il rossetto?
Giovanni: quella cosa rossa, con la punta, che scrive rosso sulla bocca.
Mamma: e a cosa serve? A essere più bella?
Giovanni: No! A diventare femmina!

Giovanni: le femmine sono belle i maschi sono brutti. 
Pietro: perché?
Giovanni: perché le femmine sono mamma.

Giovanni: Non voglio dormire da solo. Voglio dormire con qualcuno. Voglio stare con una femmina.

Giovanni: mamma, tu ce l'hai il piselletto?
Mamma: no, io no.
(Pausa)
Giovanni: non ti preoccupare, quando sei grande ti viene!

Giovanni (passando davanti al negozio di giocattoli): un giorno compriamo la carrozzina rosa da spingere? 
Pietro: ma e' da femmina!
Giovanni: un giorno, quando divento femmina la compriamo?

Pietro: Giovanni, giochiamo a fare mamma e papa'? 
Giovanni: io faccio papa' e vado su questo cuscino. 
Pietro: e io faccio mamma e vado su questo cuscino. (Pausa)
Pietro: ma come facciamo che siamo due maschi? 
Giovanni: non lo so!
Pietro: facciamo due papa'!

Raccolta 2013: Domande


Pietro: ma perchè arrivano prima le vacanze di Natale del Natale?

Giovanni: io non sono una persona seria. Una persona seria è brutto?

Mamma: Pietro, riesci a fare meno casino? 
Pietro: significherebbe essere più silenzioso?

Pietro: ma gli alberi possono scegliere che colore hanno le
foglie e i fiori?


Pietro: ma quando finiscono i giorni? 

Giovanni: ma a cosa serve la memoria?

Raccolta 2013: Pensieri e paure



Giovanni: la paura fa paura.

Marta: voglio scrivere un libro di favole.
Nonna: Ah si? E come si fa?
Marta: Eh, devi metterci un po' di cose che fanno paura 
Nonna: per esempio i draghi, i mostri...
Marta: ma no, nonna! Quelli non sono veri, non fanno paura davvero!
Nonna: e cosa fa paura, allora?
Marta: per esempio che tu muori, che muore papà, che muore mamma...
Pietro: se resto da solo ho paura, se vado da solo non ho paura.
Mamma: perché?
Pietro: perché vado dove sono gli altri.

Giovanni: mamma, i sogni passano dalla paura.
Mamma: che significa?
Giovanni: che vanno di qua, di là, di qua nella paura. Poi escono dalla paura e sono arrivati.
(parlando di paure e cattivi pensieri)
Marta: io li butto nel cestino che c'è nel cervello. E.... Via! Zia: Ah, si? E funziona? Non ti capita che poi restano lì nel cestino?
Marta: ma zia, non lo sai come funziona? Mica passano tutti i giorni a ritirare la spazzatura.
Devi solo scoprire quando passano nella tua testa e aspettare quel giorno. Per esempio da me passano la domenica mattina presto presto.

Ogni mattina Giovanni si sveglia e dice che ha sognato che gioca a palla con la Pimpa.
Mamma: hai fatto un bel sogno?
Giovanni: no! Brutto!
Mamma: come mai? Cosa hai sognato? 
Giovanni: la Pimpa
Mamma: la Pimpa? E perche' e' un sogno brutto? 
Giovanni: perché giocava da sola!

Pietro: Giovanni, dormiamo stretti stretti abbracciati. 
Giovanni: si, ma tu non sognare un ladro che se no io ho paura!
Giovanni: ho paura di avere paura del buio. 

Raccolta 2013: Nativi digitali (e non)


Pietro gioca a "fare le corse".
Corsa velocissima: Guarda, faccio Linux. 
Corsa al rallentatore: Guarda, faccio Windows. 
Corsa a scatti: Youtube, che si impalla.

Pietro: Poi vai su furbipuntoit
Papà: e che vuol dire furbipuntoit
Pietro: che tutte le cose hanno un puntoit suo nel computer

(davanti ad un videogioco)
Papà: Sto andando a manetta! 
Pietro: E dove è manetta?

Pietro: Mamma, Rossella non sa cosa è un tablet.
Mamma: (indicandoglielo). E' questo.
Pietro (rivolgendosi a Rossella): Vedi? Un tablet è un po' una televisione, ma puoi prenderla in mano, un po' un computer, ma non grande come quello di papa'. Un po' sembra tondo ma veramente è quadrato. E ci puoi anche giocare.